
associazione sportiva
venerdì 31 ottobre 2008
lunedì 16 giugno 2008
venerdì 9 maggio 2008
lunedì 21 aprile 2008
mercoledì 2 aprile 2008
VITTORIA NEL DERBY
Grande vittoria nel derby del campionato di 1° divisione Fip contro la Sirio a metà gara eravamo sopra di 9 punti e abbiamo finito a più 14, risultato finale 59 a 45.La Sirio si è impegnata al massimo per ribaltare il risultato dell’andata ma la nostra squadra è attualmente troppo forte anzi fortissima. Tutta la squadra Boiardo Maer (anche l’allenatore fa parte della squadra) è stata fantastica , ognuno ha fatto la sua parte con grande spirito di gruppo, non possiamo non segnalare la prestazione maiuscola di Matteo Bondi che è stato l’eroe della serata , l’allenatore lo ha sostituito a pochi secondi della fine della partita per ricevere l’applauso de pubblico come si usa negli stadi di calcio e il pubblico del Palestrone lo ha applaudito con calore riconoscendolo come eroe della serata. Dopo questa partita la nostra squadra che partecipa al campionato di1°prima divisione Fip è stata riconosciuta da tutti i presenti come la squadra più forte di 1° divisione Fip a Scandiano. Con questa vittoria abbiamo vinto nell’annata 07- 08 quattro derby (due con la Sirio e due nel campionato Fip Minibasket). Ora diamo un po’ di statistiche dei singoli atleti.
Matteo: 15 punti 3 da 2 + 3 da 3, 8 rimbalzi difensivi
Davide: 11 punti 3 da 2 + 5 liberi , 5 rimbalzi difensivi, 5 falli subiti
Wally : 11 punti 1 da 2 + 3 da 3
Talla : 10 punti 3 da 2 + 4 liberi , 11 rimbalzi difensivi, 7 falli subiti
Casali : 4 punti 2 da 2
Roveri : 4 punti 2 da 2, 3 rimbalzi difensivi
Damiano : 3 punti 1 da 2 + 1 libero
Gianluca : 2 punti 2 liberi, 3 rimbalzi difensivi
Cavalli : 0 punti indispensabile anche se non in serata
Farri : 0 punti in campo per pochi minuti avrà modo di esprimersi
Matteo: 15 punti 3 da 2 + 3 da 3, 8 rimbalzi difensivi
Davide: 11 punti 3 da 2 + 5 liberi , 5 rimbalzi difensivi, 5 falli subiti
Wally : 11 punti 1 da 2 + 3 da 3
Talla : 10 punti 3 da 2 + 4 liberi , 11 rimbalzi difensivi, 7 falli subiti
Casali : 4 punti 2 da 2
Roveri : 4 punti 2 da 2, 3 rimbalzi difensivi
Damiano : 3 punti 1 da 2 + 1 libero
Gianluca : 2 punti 2 liberi, 3 rimbalzi difensivi
Cavalli : 0 punti indispensabile anche se non in serata
Farri : 0 punti in campo per pochi minuti avrà modo di esprimersi
giovedì 6 marzo 2008
GENITORI CHE SUPERANO I CONFINI
Mettiamo nel blog un articolo del dott. UBERTO FONTANA che è stato pubblicato nei giornali di Reggio E. è un contributo che condividiamo e aiuta le società sportive, gli allenatori e i genitori a non rovinare la festa gioiosa dello sport.
Tutti noi adulti abbiamo la responsabilità da far svolgere l’attività sportiva ai bambini in un clima sereno e disteso. Ci sono genitori che non lo capiscono e approfittano di una semplice partita tra bambini per superare i confini dell’evento. Se la prendono con gli arbitri, con gli istruttori…
Le società sportive sono organizzazioni che producono un servizio richiesto dalle famiglie. Non si tratta solo di un gioco con la palla. I famigliari non possono esimersi dal condividere i valori dello sport e la cultura specifica e le regole della società sportiva di cui i figli fanno parte, mentre la società deve saper offrire ascolto ai desideri e alle aspettative delle famiglie.
In Italia, lo sport paga un ritardo culturale nell’interpretare i fenomeni che lo coinvolgono.
Tutte le organizzazioni che producono servizi richiesti (una scuola materna, una casa per anziani, ad esempio) sanno che il cliente che usufruisce del servizio (che, nel nostro caso, è il bambino) è inserito in un sistema (la sua famiglia). Quando si offre il servizio si sa che si deve prendere in considerazione tutto il sistema e non solo il bimbo. Fondamentale diventa la relazione con i genitori.
E’ necessario ricordare una cosa semplice: senza genitori le società dilettanti avrebbero gravi difficoltà ad esistere. I genitori iscrivono i bambini, li portano a giocare, possono regalare attrezzature sportive, diventare sponsor della squadra. Costituiscono un'importante risorsa, che deve essere valorizzata.
Così come l’istruttore definisce le regole con i bambini, compito della società è quello di rispondere alle aspettative dei genitori, senza snaturare il credo della società stessa, ma anzi instaurando con tali aspettative e con i genitori un rapporto dialogico che possa migliorare tutte le persone coinvolte. I genitori, che sono invitati ad attenersi a dei basilari principi di lealtà, educazione, correttezza; la società sportiva, che beneficia dell'entusiasmo, della competenza e della conoscenza dei bambini che possono offrire i genitori; i tesserati tutti, dai quali la società deve esigere un comportamento coerente e corretto per essere nelle condizioni di richiedere la stessa coerenza e correttezza ai genitori.
Ci sono ancora troppi istruttori, nello sport giovanile, che vogliono vedere vincere la propria squadra, più che vedere i bimbi giocare. Si agitano per decisioni errate dell’arbitro e comunicano a tutto l’ambiente questa tensione, questa infelicità.
Tutti i bambini cercano di vincere, poiché è lo scopo del gioco. Ma il loro bisogno è più di giocare che di vincere. Sono gli adulti, e qualche adulto in particolare, che hanno bisogno di vincere (forse giocano poco).
Ci sono delle ragioni psicologiche in ogni comportamento di un genitore che passa il confine del suo ruolo. Possiamo pensare che abbia bisogno che il figlio sia il più bravo perché lo fa sentire più bravo lui o lei (anche alcune mamme si scatenano), oppure che vorrebbe togliere al figlio qualsiasi frustrazione come se le difficoltà, le sconfitte, non facessero crescere. In questo caso la paura è che il dolore ci annienti. Tante possono essere le ragioni.
Mi pare che in fondo ci sia anche un po’ di invidia verso i nostri figli, che sono lì a correre e a divertirsi. Forse abbiamo bisogno di giocare anche noi grandi.
Sarebbe bello che, mentre in un campo giocano i bambini per conto loro, in un altro campo, accanto, giocassero i loro papà e le loro mamme e, al fischio finale, poter confrontare i gol presi e fatti, le occasioni avute o perse.
Non perdiamoci una bella stagione della nostra vita insieme ai nostri figli e ai figli degli altri genitori che indossano una maglia di colore diverso.
Dott. Uberto Fontana
Psicologo
Tutti noi adulti abbiamo la responsabilità da far svolgere l’attività sportiva ai bambini in un clima sereno e disteso. Ci sono genitori che non lo capiscono e approfittano di una semplice partita tra bambini per superare i confini dell’evento. Se la prendono con gli arbitri, con gli istruttori…
Le società sportive sono organizzazioni che producono un servizio richiesto dalle famiglie. Non si tratta solo di un gioco con la palla. I famigliari non possono esimersi dal condividere i valori dello sport e la cultura specifica e le regole della società sportiva di cui i figli fanno parte, mentre la società deve saper offrire ascolto ai desideri e alle aspettative delle famiglie.
In Italia, lo sport paga un ritardo culturale nell’interpretare i fenomeni che lo coinvolgono.
Tutte le organizzazioni che producono servizi richiesti (una scuola materna, una casa per anziani, ad esempio) sanno che il cliente che usufruisce del servizio (che, nel nostro caso, è il bambino) è inserito in un sistema (la sua famiglia). Quando si offre il servizio si sa che si deve prendere in considerazione tutto il sistema e non solo il bimbo. Fondamentale diventa la relazione con i genitori.
E’ necessario ricordare una cosa semplice: senza genitori le società dilettanti avrebbero gravi difficoltà ad esistere. I genitori iscrivono i bambini, li portano a giocare, possono regalare attrezzature sportive, diventare sponsor della squadra. Costituiscono un'importante risorsa, che deve essere valorizzata.
Così come l’istruttore definisce le regole con i bambini, compito della società è quello di rispondere alle aspettative dei genitori, senza snaturare il credo della società stessa, ma anzi instaurando con tali aspettative e con i genitori un rapporto dialogico che possa migliorare tutte le persone coinvolte. I genitori, che sono invitati ad attenersi a dei basilari principi di lealtà, educazione, correttezza; la società sportiva, che beneficia dell'entusiasmo, della competenza e della conoscenza dei bambini che possono offrire i genitori; i tesserati tutti, dai quali la società deve esigere un comportamento coerente e corretto per essere nelle condizioni di richiedere la stessa coerenza e correttezza ai genitori.
Ci sono ancora troppi istruttori, nello sport giovanile, che vogliono vedere vincere la propria squadra, più che vedere i bimbi giocare. Si agitano per decisioni errate dell’arbitro e comunicano a tutto l’ambiente questa tensione, questa infelicità.
Tutti i bambini cercano di vincere, poiché è lo scopo del gioco. Ma il loro bisogno è più di giocare che di vincere. Sono gli adulti, e qualche adulto in particolare, che hanno bisogno di vincere (forse giocano poco).
Ci sono delle ragioni psicologiche in ogni comportamento di un genitore che passa il confine del suo ruolo. Possiamo pensare che abbia bisogno che il figlio sia il più bravo perché lo fa sentire più bravo lui o lei (anche alcune mamme si scatenano), oppure che vorrebbe togliere al figlio qualsiasi frustrazione come se le difficoltà, le sconfitte, non facessero crescere. In questo caso la paura è che il dolore ci annienti. Tante possono essere le ragioni.
Mi pare che in fondo ci sia anche un po’ di invidia verso i nostri figli, che sono lì a correre e a divertirsi. Forse abbiamo bisogno di giocare anche noi grandi.
Sarebbe bello che, mentre in un campo giocano i bambini per conto loro, in un altro campo, accanto, giocassero i loro papà e le loro mamme e, al fischio finale, poter confrontare i gol presi e fatti, le occasioni avute o perse.
Non perdiamoci una bella stagione della nostra vita insieme ai nostri figli e ai figli degli altri genitori che indossano una maglia di colore diverso.
Dott. Uberto Fontana
Psicologo
domenica 13 gennaio 2008
FINALMENTE !
seduti da sx: BURANI dirigente, MAZZACANI, BONDI, MAGNANI, SFONDRINI allenatore, FARRI, CAVALLI capitano, BEDESCHI dirigente
Finalmente abbiamo vinto, ed è stata una vittoria entusiasmante disputata nella palestra S.Francesco stracolma di sostenitori di entrambe le squadre . Contro la SIRIO nel derby scandianese la squadra è stata perfetta, per impegno , personalità, agonismo e tattica.
la partita è terminata con il punteggio 68 - 57 parziali 13 - 11 , 21 - 32, 38 - 44, 68 - 57 , a metà partita eravano sotto di 11 poi la squadra ha reagito ha recuperato fino a vincere di 11 punti. Per i singoli che sono stati tutti bravissimi , i punti dei singoli son i seguenti: IOTTI 16, TORELLI 14, MAGNANI 11, TALAMI 10, IORI 10, MAZZACANI 3, CASALI 2, ROVERI 2 .
Mancavono il nostro capitano CAVALLI , FARRI, ROSSI , BONDI per infortunio ha giocato pochi minuti come pure ROVERI al rientro da un lungo infortunio
lunedì 24 dicembre 2007
SQUADRA 1° DIVISIONE FIP
in ginocchio : Sfondrini ( allenatore )
L'inizio del campionato è stato negativo come risultati , positivo l'impegno e la grinta di tutti , le vittorie arriveranno , la squadra 1° in classifica nella partita contro di noi è stata a lungo in svantaggio netto poi ha vinto di 3 punti .
FORZA RAGAZZI IL CAMPIONATO INIZIA PER NOI NEL 2008
SQUADRA 2° CATEGORIA CALCIO
in alto da sx : Di leonardo ( vice allenatore ), Cammarano, Burani ( allenatore ), Ricchi, Rivoli, Montagna, Rontani, Braglia, Mfulu, Reggiani, Nasi (allenatore portieri), Campanini ( Dirigente)
in bassoda sx : Borghi, Pecorale, Cerlini, Caprari, Giannotti, Colonna, Iori, Belli, Morsiani, Bellei
Alla fine del girone di andata la squadra con 19 punti è quarta in classifica , è il miglior risultato da quando siamo in seconda .
Nel girone di ritorno ci confermeremo nelle parti alte della classifica
venerdì 14 dicembre 2007
SCUOLA CALCIO E BASKET
Pubblichiamo un articolo sulle scuole basket e calcio e di tutti gli sport, l'autore è un uomo di sport e psicologo il dott. Uberto Fontana .
Questo articolo integra il manifesto sulla scuola calcio e basket della BOIARDO MAER CHE TROVATE NEL SITO
I BAMBINI E LA PRATICA SPORTIVA
Noi mandiamo i nostri figli a scuola-calcio o scuola-basket e ci rassicuriamo che, lontani dalla televisione e dalla playstation, possano dare sfogo a tutta la loro vitalità, vivendo al contempo un grande momento di ricreazione. Ma l'essere parte di una squadra e il partecipare ad un allenamento contengono dentro di sè dei momenti formativi, di scuola, e mentre solo il dono di un talento eccezionale potrà fare del vostro bimbo un campione nello sport, una costante e sorvegliata partecipazione alle attività del gruppo contribuiranno a renderlo una persona rispettosa delle regole e degli altri, socievole, matura.
I bambini giocano tra di loro, l'allenatore-maestro osserva e propone delle cose da fare.
Il maestro non deve essere bravo a spiegare tutto, la sua bravura non è quella.
Il maestro deve lasciare che i bambini incontrino il gioco, facciano esperienza delle loro capacità e delle difficoltà.
Pensate ad un bambino, che sta tutto il giorno a scuola, seduto in classe, con la maestra, quella vera, che gli organizza il tempo. Questo bambino poi viene al campo e trova un maestro che gli dice fai questo e poi quest’altro.
Quando può stare con i suoi coetanei senza che ci sia un grande a dirgli cosa fare?
Nell'allenamento ci devono essere momenti in cui i bambini giocano liberamente e l'allenatore osserva, si prende cura di loro, li consiglia.
Il gioco è il vero maestro.
Il nostro allenatore deve comunicare la meraviglia di questo gioco ai bambini, molti genitori la conoscono, ma se la sono dimenticata essendo diventati grandi.
Il pallone è un gioco serio, come tutti i giochi, perché ha delle regole da rispettare.
Non solo è un gioco a “somma zero”, se uno vince l’altro perde, e questo non piace a nessuno. Se si vuole essere più felici e vincere più partite il pallone ha molte richieste da fare ai bambini. Chiede di impegnarsi, di lottare, di dimenticarsi di sé a favore del gruppo. Chiede il rispetto dell’altra squadra e di tutti quelli che concorrono a poter giocare.
Nel mentre che chiede queste cose, il bimbo è cresciuto, è diventato un ragazzo. Subito giocare è stato come parlare, come esprimersi: io sono così, gioco come sono. Dopo, senza accorgersene, il bambino è cambiato anche dentro.
Questo è il più bel contributo che lo sport può dare alla nostra comunità, perché propone un percorso di crescita. In più, permette di esprimersi. La difficoltà dell'allenatore è lo sguardo che deve avere per ogni bambino, ai bisogni porta con sè. Di cosa ha bisogno come bimbo? Alcuni, i più fortunati, hanno bisogno solo di giocare, altri porteranno il bisogno di dividere, di creare conflitti, porteranno il loro bisogno di essere al centro dell’attenzione. Dipende da che aria respirano a casa, cosa gli succede intorno.
L'allenatore è gia sul campo con i palloni, le sue casacche, i cinesini, aspetta la sua squadra. Non sa cosa porteranno con sè oggi i bambini, se la loro infelicità o il piacere di giocare. Lui è lì disponibile con la gioia che anche lui è riuscito a portare quel giorno. La sua medicina è il suo sguardo accogliente, il suo difendere le regole, e quella palla che rotola e rimbalza.
Dr.Uberto Fontana
Questo articolo integra il manifesto sulla scuola calcio e basket della BOIARDO MAER CHE TROVATE NEL SITO
I BAMBINI E LA PRATICA SPORTIVA
Noi mandiamo i nostri figli a scuola-calcio o scuola-basket e ci rassicuriamo che, lontani dalla televisione e dalla playstation, possano dare sfogo a tutta la loro vitalità, vivendo al contempo un grande momento di ricreazione. Ma l'essere parte di una squadra e il partecipare ad un allenamento contengono dentro di sè dei momenti formativi, di scuola, e mentre solo il dono di un talento eccezionale potrà fare del vostro bimbo un campione nello sport, una costante e sorvegliata partecipazione alle attività del gruppo contribuiranno a renderlo una persona rispettosa delle regole e degli altri, socievole, matura.
I bambini giocano tra di loro, l'allenatore-maestro osserva e propone delle cose da fare.
Il maestro non deve essere bravo a spiegare tutto, la sua bravura non è quella.
Il maestro deve lasciare che i bambini incontrino il gioco, facciano esperienza delle loro capacità e delle difficoltà.
Pensate ad un bambino, che sta tutto il giorno a scuola, seduto in classe, con la maestra, quella vera, che gli organizza il tempo. Questo bambino poi viene al campo e trova un maestro che gli dice fai questo e poi quest’altro.
Quando può stare con i suoi coetanei senza che ci sia un grande a dirgli cosa fare?
Nell'allenamento ci devono essere momenti in cui i bambini giocano liberamente e l'allenatore osserva, si prende cura di loro, li consiglia.
Il gioco è il vero maestro.
Il nostro allenatore deve comunicare la meraviglia di questo gioco ai bambini, molti genitori la conoscono, ma se la sono dimenticata essendo diventati grandi.
Il pallone è un gioco serio, come tutti i giochi, perché ha delle regole da rispettare.
Non solo è un gioco a “somma zero”, se uno vince l’altro perde, e questo non piace a nessuno. Se si vuole essere più felici e vincere più partite il pallone ha molte richieste da fare ai bambini. Chiede di impegnarsi, di lottare, di dimenticarsi di sé a favore del gruppo. Chiede il rispetto dell’altra squadra e di tutti quelli che concorrono a poter giocare.
Nel mentre che chiede queste cose, il bimbo è cresciuto, è diventato un ragazzo. Subito giocare è stato come parlare, come esprimersi: io sono così, gioco come sono. Dopo, senza accorgersene, il bambino è cambiato anche dentro.
Questo è il più bel contributo che lo sport può dare alla nostra comunità, perché propone un percorso di crescita. In più, permette di esprimersi. La difficoltà dell'allenatore è lo sguardo che deve avere per ogni bambino, ai bisogni porta con sè. Di cosa ha bisogno come bimbo? Alcuni, i più fortunati, hanno bisogno solo di giocare, altri porteranno il bisogno di dividere, di creare conflitti, porteranno il loro bisogno di essere al centro dell’attenzione. Dipende da che aria respirano a casa, cosa gli succede intorno.
L'allenatore è gia sul campo con i palloni, le sue casacche, i cinesini, aspetta la sua squadra. Non sa cosa porteranno con sè oggi i bambini, se la loro infelicità o il piacere di giocare. Lui è lì disponibile con la gioia che anche lui è riuscito a portare quel giorno. La sua medicina è il suo sguardo accogliente, il suo difendere le regole, e quella palla che rotola e rimbalza.
Dr.Uberto Fontana
lunedì 12 novembre 2007
1° DIVISIONE FIP SI RIPARTE

CLICCARE LA FOTO PER INGRANDIRLA
Inizia stasera alle 21,30 alla palestra ex GIL di Reggio E. il campionato di 1° divisione basket contro la squadra Divina Basket . La squadra di capitan Fausto Cavalli ( nella foto )si è allenata intensamente dal primo settembre diretta dall'allenatore Sfondrini Marcaurelio aiutato da Ferretti Antonio . Il gruppo è molto compatto e con tanta voglia di dimostrare con grinta che è fortissimo, alla squadra dello scorso anno si sono aggiunti Iotti Davide , Rossi Daniele provenienti dall'Arbor e Farri Marco rientrato dal prestito.
FORZA RAGAZZI I TIFOSI DELLA BOIARDO VI SOSTERRANNO NUMEROSI
venerdì 5 ottobre 2007
minibasket
mercoledì 3 ottobre 2007
venerdì 1 giugno 2007
CAMPIONESSE PROVINCIALI

cliccate sulla foto per ingrandirla
VITTORIA!!!
Guidate da Ronny le nostre atlete di calcetto hanno vinto il titolo provinciale del CSI 2006 - 2007 battendo in finale il Casalgrande per 2 -1 con i gol di Laura e della Giaro. Per la Boiardo Maer è un risultato bellissimo perchè inaspettato.
Grazie a Ronny, grande combattente, a tutte le ragazze, ai dirigenti e ai tifosi e agli sponsor
TORNEO AMICIZIA FASI FINALI E MARCATORI
XIX° TORNEO DELL’AMICIZIA
VIII° MEMORIAL IVAN MANZOTTI
FASI FINALI
22-mag-07 mar20.30 quarto A RubieresePol. -Castellarano 2 - 1
22-mag-07 mar 21.30 quarto B S.pellegrino Ev. - Real Sanprospero 0 - 2
22-mag-07 mar19.30 quarto C Reggio Calcio - Val d'Enza Un. 1 - 0
24-mag-07 gio 20.30 quarto D Sammartinese - A.C.Casalgrande 3 - 0
29-mag-07 mar 20.30 semif. 1 RUBIERESE - SAMMARTINESE 4 - 3
29-mag-07 mar 21.30 semif. 2 REAL SANPROSPERO - REGGIO CALCIO 1 - 4
04-giu-07 lun 20.30 fin.3°posto SAMMARTINESE - REAL SANPROSPERO
04-giu-07 lun 21.30 fin.1°posto RUBIERESE - REGGIO CALCIO
Classifica Marcatori
6 Reti Culzoni (Sammartinese)
3 Reti Brugnano (Reggio Calcio) Valli (Real San Prospero) Zavaroni (Virtus Poviglio) Renzi (Val d’Enza United) Galuppi (Pol. Castellarano)
2 Reti Cavazzoli Tarasconi Stranieri Farris Pellacini (U.S. Rubierese) Biondo (Asd Boiardo Maer) Iori M. (S.Pellegrino Ev.) Vasapollo Montanari Dangelo (Real San Prospero) Frazzica (Sporting f.c.) Ghiddi (Ac Casalgrande) Magnani Di Letto (Reggio Calcio) Ben Saad Prampolini (Sammartinese)
1 Rete Davolio Perna (Val d’Enza U.) Formentoni Muto (Real S. Prospero) Akari (Sammartinese) Campani (ASD Boiardo Maer) Camellini Chierici (U.S. Rubierese) Gaspari (Sporting f.c.) Pedrini Lanzi Asamoah (S.Pellegrino Ev.) Alonci Ametta S. Ametta F. Menzà A. (Reggio Calcio) Forchignone Rivi Vergara (Pol. Castellarano) Monti (Ac Casalgrande) Imperatore (Virtus Poviglio)
VIII° MEMORIAL IVAN MANZOTTI
FASI FINALI
22-mag-07 mar20.30 quarto A RubieresePol. -Castellarano 2 - 1
22-mag-07 mar 21.30 quarto B S.pellegrino Ev. - Real Sanprospero 0 - 2
22-mag-07 mar19.30 quarto C Reggio Calcio - Val d'Enza Un. 1 - 0
24-mag-07 gio 20.30 quarto D Sammartinese - A.C.Casalgrande 3 - 0
29-mag-07 mar 20.30 semif. 1 RUBIERESE - SAMMARTINESE 4 - 3
29-mag-07 mar 21.30 semif. 2 REAL SANPROSPERO - REGGIO CALCIO 1 - 4
04-giu-07 lun 20.30 fin.3°posto SAMMARTINESE - REAL SANPROSPERO
04-giu-07 lun 21.30 fin.1°posto RUBIERESE - REGGIO CALCIO
Classifica Marcatori
6 Reti Culzoni (Sammartinese)
3 Reti Brugnano (Reggio Calcio) Valli (Real San Prospero) Zavaroni (Virtus Poviglio) Renzi (Val d’Enza United) Galuppi (Pol. Castellarano)
2 Reti Cavazzoli Tarasconi Stranieri Farris Pellacini (U.S. Rubierese) Biondo (Asd Boiardo Maer) Iori M. (S.Pellegrino Ev.) Vasapollo Montanari Dangelo (Real San Prospero) Frazzica (Sporting f.c.) Ghiddi (Ac Casalgrande) Magnani Di Letto (Reggio Calcio) Ben Saad Prampolini (Sammartinese)
1 Rete Davolio Perna (Val d’Enza U.) Formentoni Muto (Real S. Prospero) Akari (Sammartinese) Campani (ASD Boiardo Maer) Camellini Chierici (U.S. Rubierese) Gaspari (Sporting f.c.) Pedrini Lanzi Asamoah (S.Pellegrino Ev.) Alonci Ametta S. Ametta F. Menzà A. (Reggio Calcio) Forchignone Rivi Vergara (Pol. Castellarano) Monti (Ac Casalgrande) Imperatore (Virtus Poviglio)
martedì 29 maggio 2007
JUNIORES FIGC 06 - 07

JUNIORES FIGC 06 - 07
Da sx in piedi : mister Di Leonardo, Corradini, Guidetti.d. Ricchi, Fontana, Pellati,Tognoli, Paganelli, Bellei, Canovi G., Canovi A., Campani L.
In ginocchio: Manfredini, Guidetti S., Ferrari, dirigente Rocchelli, Cammarano, Liquori, vice mister Barchi , Galardo
Difficile raccontare un annata così, difficile raccontare un campionato così, difficile raccontare come dal primo posto solitario, dopo la seconda giornata di campionato, ci si ritrova con un punto nelle ultime cinque partite relegati a un posto in classifica che non ci siamo meritati perché nonostante tutto è stato un buonissimo campionato.
Procediamo con ordine: la stagione è cominciata quando alcuni di noi si sono aggregati al ritiro pre-campionato della prima squadra alla fine di Agosto e si è subito capito che i “piccoli” del gruppo avevano le potenzialità per fare un ottimo campionato, è bastato qualche allenamento con la rosa al completo, al ritorno dal ritiro, e tutto è diventato realtà.
Dopo quasi un mese di intensa e durissima preparazione guidata dal mister “Alle” (Alessio Di Leonardo) con l’aiuto del vice “piter” (Pietro Barchi) e di “the massagiator Pippo” (Andrea Campani) a inizio in campionato e subito le cose si mettono bene: con un ottimo gioco e con i goal del nostro bomber Campa (Luca Campani), 18 i suoi goal alla fine dell’anno, ci portiamo al termine del girone d’andata, dopo la vittoria in rimonta sul campo della Rubierese, al secondo posto a soli 4 punti dalla capolista; unica nota negativa di un girone d’andata veramente splendido la sconfitta nel derby con il Fellegara.
Un'altra tappa fondamentale del nostro cammino e stata la sosta invernale, il nostro campionato è rimasto fermo quasi due mesi, ma nonostante questa lunghissima sosta abbiamo continuato ad allenarci come se fossimo nel pieno del campionato e questo ha pagato: alla ripresa del campionato abbiamo ricominciato a giocare molto bene e sempre trascinati dal nostro bomber Campa abbiamo inanellato sei risultati utili consecutivi (cinque vittorie e un pareggio), ma la vetta della classifica ci è sfuggita davvero per un soffio.
Quando, però, tutto sembrava ormai già scritto, quando ormai eravamo sicuri della qualificazione alla fase finale è successa una cosa strana: abbiamo cominciato a giocare male, la condizione è calata notevolmente, niente sembrava più funzionare, un pizzico di sfortuna e con un solo punto nelle ultime cinque giornate di campionato è svanito tutto e ci siamo ritrovati nella zona medio-bassa della classifica, superati addirittura dai nostri rivali del Fellegara, con tanti rimpianti per l’occasione persa, ma anche con la consapevolezza di avere fatto lo stesso un ottimo campionato e di essere cresciuti tutti insieme facendo sport ma anche divertendosi, i momenti in cui ridere e divertirsi non sono certo mancati, e questo è sicuramente l’aspetto più importante.
Allora un grazie, è il minimo, a tutti quelli che hanno collaborato e ci hanno permesso di disputare un bellissimo campionato a partire dal magazziniere tutto-fare “Pommi…la borsa!!!” passando per il cuoco ufficiale/primo supporter “Miccio”, per tutti quelli che ci hanno sempre seguito e incitato nelle lunghe trasferte, per gli allievi che ci hanno aiutato quando mancavano giocatori per finire con i veri artefici di questa stagione indimenticabile: i mister Alle e Pietro che, con l’aiuto di Pippo, ci hanno sempre seguiti durante questo lunghissimo anno (che non è ancora finito, presto ci sarà il torneo in notturna) e ci hanno insegnato, oltre che giocare a calcio, come si vive e si lavora tutti insieme. Ma per fare un squadra servono i giocatori e allora ecco la rosa completa della juniores U.S. Boiardo- Maer stagione 2006-2007:
portieri:
Alessandro “Canno” Canovi
Luca “Olly Kanh” Ricchi
difensori:
Valentino “Tino” Grazioli
Alberto “Paga” Paganelli
Davide “Faffa” Farioli
Andrea “Predo” Predieri
Luca “Ferro” Ferrari
centrocampisti:
Gabriele “Gabbo” Canovi
Matteo “Camma” Cammarano
Claudio “Jimmy” Fontana
Jacopo “Togno” Tognoli
Giancarlo “Cruoch” Corradini
Dario “Barbio” Barbieri
Antonio “Galla” Galardo
Elia Marmotti
Mauro “el pampa” Liquori
Stefano “Regno” Guidetti
attaccanti:
Luca “Campa il bomber” Campani
Stefano “Manfro…10!!!” Manfredini
Manuele “Lillo” Bellei
Edoardo “Edo” Pellati
Christian “George Weah” Mfulu Mwauete
Daniele “Guido” Guidetti
mercoledì 23 maggio 2007
martedì 22 maggio 2007
venerdì 18 maggio 2007
SCUOLA CALCIO E BASKET
FARE SCUOLA CALCIO e BASKET ALLA “MANIERA BOIARDO MAER”
Certamente quello trascorso è stato un anno dal bilancio più che positivo, non possiamo però negare anche gli oneri che il portare avanti questa grande Società, con precisi valori e obiettivi comporta, visto il continuo crescere del numero di iscritti e visto che il trend per gli sport giovanili mira di solito a ben altro.
Fare calcio e basket alla Boiardo Maer significa soprattutto:
- Non mettere il calcio/basket come prima finalità, bensì sfruttarlo al massimo come mezzo, strumento per imparare, per educare ad un agonismo leale. Proprio tale agonismo risulta essere indispensabile nell’attuale contesto sociale al fine di ricercare riferimenti di valore utili per affrontare una realtà in cui la competizione non può essere negata: non ci si può rifiutare di riconoscere l’esistenza dell’agonismo, della competizione, ma si può imparare giorno per giorno a viverli nella maniera più utile possibile, evitando di agguerrirsi perché ho giocato poco, perché l’arbitro non ha visto che, perché il mister non mi ha convocato, perché la partita è andata male per colpa di quello.. ma cercando di tirar fuori da sé tutte le energie necessarie (dare il massimo) mettendole al servizio della squadra.
- Offrire ai ragazzi un’esperienza di vita in un gruppo che, sotto la guida di più allenatori (avere più di un mister per squadra è stata una scelta voluta per dare maggior qualità agli allenamenti) si impegna nell’impresa di imparare regole e gesti tecnici, per creare gradualmente un’azione collettiva, per misurarsi con se stessi e con gli altri, nella ricerca del miglioramento e dei risultati sul campo. Sentire dunque un senso di appartenenza e la forza di un progetto comune che impegna per un anno e richiede fatica, presenza, impegno, costanza.
- Non credere che l’importante sia vincere, ma nemmeno che l’importante sia partecipare. Perseguire la vittoria è ciò che dà senso a tutte le fatiche, agli allenamenti al freddo e con la pioggia, alle sere passate a fare i compiti perché prima si è andati in campo, ecc., è ciò che dà partecipazione emotiva, mantiene la tensione e il coinvolgimento, fa sentire la responsabilità personale rispetto alla squadra e motiva le fatiche. C’è una bella differenza a nostro parere però tra il “voler vincere a tutti i costi” e “l’impegnarsi al massimo per vincere”.. noi perseguiamo solo il secondo obiettivo.
- La vittoria però deve essere secondo il nostro punto di vista la vittoria della squadra, perché si vince e si perde tutti insieme; la vittoria delle regole, perché vincere imbrogliando o contestando svuota di significato il successo; la vittoria della grinta, come spinta interiore che rende più ricchi e generosi al tempo stesso, che fa andare a braccetto sofferenza e piacere, che fa raggiungere il risultato inseguito; la vittoria anche in caso di sconfitta perché se i gol o i canestri ricevuti superano quelli dati è giusto essere tristi, ma le situazioni in cui l’avversario è più forte non mancano da bambini e non mancheranno da adulti, l’importante è avere in coscienza la certezza di avere dato il massimo e saper reagire, avere una spinta verso il futuro; la vittoria del gruppo che impara ad accogliere ogni persona per quello che è, per quel che può dare in campo, lasciando spazio a tutti, nella misura in cui questi possono offrire in quel determinato momento della loro esperienza.
- Saper perdere imparando dalla sconfitta, osservando ed arricchendosi grazie a chi è più bravo (tecnicamente, tatticamente, fisicamente). Saper perdere è accettare la sofferenza che l’esito del confronto ha dato e trarne gli opportuni insegnamenti per orientare positivamente l’azione futura, facendo diventare anche questa esperienza qualcosa di costruttivo.
- Non dire mai. Nel corso degli anni la nostra esperienza (e rinforzano questa idea anche gli studi scientifici) ci ha insegnato che di fronte ad un atleta non è possibile “dire mai”: ci sono ragazzi che attraversano momenti in cui per cause fisiche, motorie o personali non riescono ad essere “in forma”, dunque in campo “rendono poco”. Gli anni e i fatti ci hanno insegnato che continuare a scommettere sempre su tutti, incitandoli all’impegno negli allenamenti porta di certo a grandi risultati, che non bisogna scoraggiarsi, né additare qualcuno come “brocco” perché spesso il tempo, la grinta e le aspettative dei mister aiutano a tirar fuori da ciascuno il massimo, con enormi soddisfazioni personali, anche se nessuno magari sarà poi Maradona o Michael Jordan. Inoltre riteniamo che siano troppi i vantaggi che il calcio e il basket portano con sé su più piani.. troppi per poterci permettere di escludere un bambino da un’esperienza così ricca e formativa.
- Valorizzare il movimento e l’educazione corporea, per mettere in risalto il concetto di salute. Ci rendiamo conto quotidianamente dei numerosi gap che i nostri ragazzi accumulano dal punto di vista motorio. L’esperienza calcistica e di pallacanestro vogliono dunque proporsi come fondamentali alleati per lo sviluppo armonico del fisico, per esaltare l’importanza della salute (anche dal punto di vista alimentare) per aiutare i ragazzi a rinforzarsi, a conoscersi meglio ed acquisire una graduale consapevolezza di sé, anche in termini di difetti motori, necessità di miglioramento, passi avanti eseguiti. Lo sport infatti è fondamentale dal punto di vista della salute, dello sviluppo del fisico, del mantenimento di un “peso forma” in pieno benessere, del riequilibrio del sistema immunitario, della capacità di contrastare lo stress, della prevenzione delle patologie del sistema respiratorio e cardiovascolare.
- Parlare con i ragazzi. Dar loro valore, ascoltarli, renderli davvero partecipi di ciò che fanno, far loro comprendere i perché di quanto si chiede loro, discutere insieme con chiarezza della scelte dei mister, dell’andamento delle partite, pensandoli come persone.
- Collaborare con i genitori nell’impegno educativo verso i ragazzi, ossia richiedere con forza il rispetto di regole ed esercitarlo quotidianamente sul campo, come anche mantenere un rapporto costante con le famiglie attraverso la presenza continua sui campi dei nostri dirigenti, grazie agli incontri informativi e formativi organizzati durante l’anno, grazie alle feste insieme.
- Allenare i ragazzi soprattutto all’impegno, ossia chiedere loro di assumersi responsabilità adeguate all’età, aiutarli a maturare il rispetto di sé e degli altri (compagni, mister, dirigenti, arbitri), valorizzare il dialogo (quello corretto) e l’ascolto, richiedere la partecipazione agli allenamenti con costanza e puntualità come responsabilità personale, sollecitarli all’ordine, alla cura del materiale, alla doccia dopo l’allenamento, ecc.
- Imparare a giocare a calcio e a basket, cioè imparare questi sport che sono fantastici perché giochi di squadra, perché permettono di misurasi e conoscersi, perché con poche semplici regole, un prato o una pista ed un pallone possono insegnare tanto a livello umano, sociale e personale.
Ecco dunque tutto ciò che per noi è fare sport. Siamo consapevoli di andare in questo modo controcorrente rispetto alla cultura del calcio e del basket come “vittoria a tutti costi” o come “pretesa che proprio figlio/atleta diventi qualcuno”, ma crediamo fermante in questi valori e li porteremo avanti finché ci saranno persone come voi che continueranno a credere nella loro importanza e sceglierli per i propri figli.
Certamente quello trascorso è stato un anno dal bilancio più che positivo, non possiamo però negare anche gli oneri che il portare avanti questa grande Società, con precisi valori e obiettivi comporta, visto il continuo crescere del numero di iscritti e visto che il trend per gli sport giovanili mira di solito a ben altro.
Fare calcio e basket alla Boiardo Maer significa soprattutto:
- Non mettere il calcio/basket come prima finalità, bensì sfruttarlo al massimo come mezzo, strumento per imparare, per educare ad un agonismo leale. Proprio tale agonismo risulta essere indispensabile nell’attuale contesto sociale al fine di ricercare riferimenti di valore utili per affrontare una realtà in cui la competizione non può essere negata: non ci si può rifiutare di riconoscere l’esistenza dell’agonismo, della competizione, ma si può imparare giorno per giorno a viverli nella maniera più utile possibile, evitando di agguerrirsi perché ho giocato poco, perché l’arbitro non ha visto che, perché il mister non mi ha convocato, perché la partita è andata male per colpa di quello.. ma cercando di tirar fuori da sé tutte le energie necessarie (dare il massimo) mettendole al servizio della squadra.
- Offrire ai ragazzi un’esperienza di vita in un gruppo che, sotto la guida di più allenatori (avere più di un mister per squadra è stata una scelta voluta per dare maggior qualità agli allenamenti) si impegna nell’impresa di imparare regole e gesti tecnici, per creare gradualmente un’azione collettiva, per misurarsi con se stessi e con gli altri, nella ricerca del miglioramento e dei risultati sul campo. Sentire dunque un senso di appartenenza e la forza di un progetto comune che impegna per un anno e richiede fatica, presenza, impegno, costanza.
- Non credere che l’importante sia vincere, ma nemmeno che l’importante sia partecipare. Perseguire la vittoria è ciò che dà senso a tutte le fatiche, agli allenamenti al freddo e con la pioggia, alle sere passate a fare i compiti perché prima si è andati in campo, ecc., è ciò che dà partecipazione emotiva, mantiene la tensione e il coinvolgimento, fa sentire la responsabilità personale rispetto alla squadra e motiva le fatiche. C’è una bella differenza a nostro parere però tra il “voler vincere a tutti i costi” e “l’impegnarsi al massimo per vincere”.. noi perseguiamo solo il secondo obiettivo.
- La vittoria però deve essere secondo il nostro punto di vista la vittoria della squadra, perché si vince e si perde tutti insieme; la vittoria delle regole, perché vincere imbrogliando o contestando svuota di significato il successo; la vittoria della grinta, come spinta interiore che rende più ricchi e generosi al tempo stesso, che fa andare a braccetto sofferenza e piacere, che fa raggiungere il risultato inseguito; la vittoria anche in caso di sconfitta perché se i gol o i canestri ricevuti superano quelli dati è giusto essere tristi, ma le situazioni in cui l’avversario è più forte non mancano da bambini e non mancheranno da adulti, l’importante è avere in coscienza la certezza di avere dato il massimo e saper reagire, avere una spinta verso il futuro; la vittoria del gruppo che impara ad accogliere ogni persona per quello che è, per quel che può dare in campo, lasciando spazio a tutti, nella misura in cui questi possono offrire in quel determinato momento della loro esperienza.
- Saper perdere imparando dalla sconfitta, osservando ed arricchendosi grazie a chi è più bravo (tecnicamente, tatticamente, fisicamente). Saper perdere è accettare la sofferenza che l’esito del confronto ha dato e trarne gli opportuni insegnamenti per orientare positivamente l’azione futura, facendo diventare anche questa esperienza qualcosa di costruttivo.
- Non dire mai. Nel corso degli anni la nostra esperienza (e rinforzano questa idea anche gli studi scientifici) ci ha insegnato che di fronte ad un atleta non è possibile “dire mai”: ci sono ragazzi che attraversano momenti in cui per cause fisiche, motorie o personali non riescono ad essere “in forma”, dunque in campo “rendono poco”. Gli anni e i fatti ci hanno insegnato che continuare a scommettere sempre su tutti, incitandoli all’impegno negli allenamenti porta di certo a grandi risultati, che non bisogna scoraggiarsi, né additare qualcuno come “brocco” perché spesso il tempo, la grinta e le aspettative dei mister aiutano a tirar fuori da ciascuno il massimo, con enormi soddisfazioni personali, anche se nessuno magari sarà poi Maradona o Michael Jordan. Inoltre riteniamo che siano troppi i vantaggi che il calcio e il basket portano con sé su più piani.. troppi per poterci permettere di escludere un bambino da un’esperienza così ricca e formativa.
- Valorizzare il movimento e l’educazione corporea, per mettere in risalto il concetto di salute. Ci rendiamo conto quotidianamente dei numerosi gap che i nostri ragazzi accumulano dal punto di vista motorio. L’esperienza calcistica e di pallacanestro vogliono dunque proporsi come fondamentali alleati per lo sviluppo armonico del fisico, per esaltare l’importanza della salute (anche dal punto di vista alimentare) per aiutare i ragazzi a rinforzarsi, a conoscersi meglio ed acquisire una graduale consapevolezza di sé, anche in termini di difetti motori, necessità di miglioramento, passi avanti eseguiti. Lo sport infatti è fondamentale dal punto di vista della salute, dello sviluppo del fisico, del mantenimento di un “peso forma” in pieno benessere, del riequilibrio del sistema immunitario, della capacità di contrastare lo stress, della prevenzione delle patologie del sistema respiratorio e cardiovascolare.
- Parlare con i ragazzi. Dar loro valore, ascoltarli, renderli davvero partecipi di ciò che fanno, far loro comprendere i perché di quanto si chiede loro, discutere insieme con chiarezza della scelte dei mister, dell’andamento delle partite, pensandoli come persone.
- Collaborare con i genitori nell’impegno educativo verso i ragazzi, ossia richiedere con forza il rispetto di regole ed esercitarlo quotidianamente sul campo, come anche mantenere un rapporto costante con le famiglie attraverso la presenza continua sui campi dei nostri dirigenti, grazie agli incontri informativi e formativi organizzati durante l’anno, grazie alle feste insieme.
- Allenare i ragazzi soprattutto all’impegno, ossia chiedere loro di assumersi responsabilità adeguate all’età, aiutarli a maturare il rispetto di sé e degli altri (compagni, mister, dirigenti, arbitri), valorizzare il dialogo (quello corretto) e l’ascolto, richiedere la partecipazione agli allenamenti con costanza e puntualità come responsabilità personale, sollecitarli all’ordine, alla cura del materiale, alla doccia dopo l’allenamento, ecc.
- Imparare a giocare a calcio e a basket, cioè imparare questi sport che sono fantastici perché giochi di squadra, perché permettono di misurasi e conoscersi, perché con poche semplici regole, un prato o una pista ed un pallone possono insegnare tanto a livello umano, sociale e personale.
Ecco dunque tutto ciò che per noi è fare sport. Siamo consapevoli di andare in questo modo controcorrente rispetto alla cultura del calcio e del basket come “vittoria a tutti costi” o come “pretesa che proprio figlio/atleta diventi qualcuno”, ma crediamo fermante in questi valori e li porteremo avanti finché ci saranno persone come voi che continueranno a credere nella loro importanza e sceglierli per i propri figli.
martedì 15 maggio 2007
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